22 Febbraio 2012

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la storia
Le Origini del Palio di Pescia
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Il passaggio sotto l´egida fiorentina, avvenuto il 6 Febbraio 1339, indusse le autorità pesciatine ad eleggere, quale protettrice della città, Santa Dorotea, che il calendario liturgico ricordava proprio quel giorno.
In onore della santa, fin dall´anno successivo furono indette solenni celebrazioni religiose e organizzate alcune feste popolari di cui il Palio dei Berberi (detto Bravìo) era quello più spettacolare.
Tra alterne vicende, questa tradizione equestre andò avanti fino al 1526, allorquando, sia per il mutare delle mode, sia per problemi legati alla sicurezza dei cittadini, cessò definitivamente.
Al suo posto, anche se in forma non ufficiale, fu preferita la Giostra del Saracino, alla quale, naturalmente, partecipavano solo i giovani rappresentanti delle famiglie nobili locali.
Visto il successo, nel 1596 fu deciso dal Comune di far effettuare questa gara ogni anno in occasione dei festeggiamenti per la Santa patrona e così, anche se un po´ a singhiozzo, si andò avanti fino al 1677, anno in cui, per mancanza di concorrenti, la giostra finì.
In epoche più vicine a noi furono diversi i tentativi per dare nuova vita alla tradizione, ma ormai era troppo tardi.
Nel 1978, con l´intento di far rivivere il nobile passato di Pescia, un apposito comitato decise di riproporre la manifestazione paliesca, ma, in considerazione del mutar dei tempi, alle aste e ai cavalli, si preferì l´uso di archi e frecce.
A gareggiare sarebbero stati i rappresentanti dei quattro rioni di Ferraia, San Francesco, San Michele e Santa Maria, quartieri di cui si trova menzione negli statuti comunali fin dal 1340.



Lo svolgimento attuale
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La manifestazione odierna ha luogo non più nel giorno dedicato alla Santa patrona, bensì nella prima domenica di settembre, essendo ritenuta questa data più favorevole sia per il clima, sia per l´aspetto più accogliente che la Città assume al termine dell´estate.
Le manifestazioni collaterali al Palio hanno inizio il sabato precedente a quello della vigilia, quando il Piazza del Grano si svolge una straordinaria e lunga esibizione di artisti di strada (saltimbanchi, mangiafuoco, giocolieri ecc...). Nel pomeriggio della successiva domenica, questa volta in Piazza Grande, ecco la prima disfida: una rocambolesca gara di "Palla al paniere", che vede coinvolti i giovanissimi rappresentanti dei quattro rioni cittadini.
Alla sera, nella stessa piazza, ha luogo una ricca cena con contemporaneo defilé di moda organizzato in collaborazione con i commercianti locali. Dal successivo lunedì al giovedì, a turno, ogni rione allestisce la sua "cena propiziatoria", una sorta di appuntamento degno di Lucullo a base di piatti tipici della tradizione locale proposti in un´atmosfera e in un ambiente medievaleggiante.
Il venerdì, antivigilia della gara, fa la sua comparsa ufficiale il Palio, ovvero un grande drappo dipinto che, anno dopo anno, ricorda un fatto storico o un aspetto significativo di Pescia o del suo territorio. A prendere in consegna il "cencio", al termine di una suggestiva fiaccolata, sono i rappresentanti del rione vincitore dell´edizione precedente. Questi lo custodiranno fino al giorno della disfida. La cerimonia si svolge in una Piazza Grande ormai pronta ad ospitare degnamente la gara, con i palchi di tiro adeguatamente allestiti e la tribuna per gli spettatori pronta ad ospitarli.
Successivamente, al ritmo di tamburi e chiarine, gli sbandieratori e le ragazze della danza storica, poi è la volta dei duellanti con le spade ed infine ecco apparire i veri protagonisti della disfida, gli arcieri. Questi saranno testimoni del sorteggio delle rispettive postazioni da cui partiranno i saettanti dardi della domenica.
Nella stessa serata, viene presentata anche la dama che la sera successiva rappresenterà la nostra città al concorso nazionale "La bellezza e l´eleganza della donna nel medioevo e nel rinascimento", manifestazione, questa, che richiama a Pescia belle rappresentanti di località vicine e lontane, che indossano, durante la sfilata, gli abiti d´epoca più ricchi o maggiormente significativi.
E finalmente si arriva al giorno fatidico, che ha inizio con la benedizione in Cattedrale, da parte di S.E. il Vescovo, del Palio e degli arcieri. Questi ultimi si sposteranno poi in Piazza Grande, luogo della disfida, per prendere confidenza, grazie a qualche freccia di prova, con i paglioni loro assegnati.
Alle ore 15,00 in punto parte il corteggio, formato da circa seicento figuranti in abiti di fogge riferibili al XIV e XV secolo, che si snoda lentamente, fra due ali di folla, per le vie principali della Città al suono ritmato ed ininterrotto dei musici. Dopo alcuni chilometri di gratificante sofferenza, ecco che la variopinta brigata giunge finalmente nella suggestiva Piazza Grande, dove migliaia di persone attente e curiose colgono l´occasione per commentare, più o meno benevolmente, la veste o il portamento di questo o di quel personaggio.
Il Palio, ovvero l´oggetto dei desideri, viene trasportato sopra un carro particolarmente addobbato, tirato, come da tradizione, da un cavallo. A scortarlo sono quattro alabardieri al comando del Capitano del rione che lo teneva in custodia. Due ragazzini, da sopra il carro, lanciano alla folla manciate di nocciole in segno di festa.
Schieratosi il corteggio dinanzi alla tribuna del Podestà, si procede al saluto solenne e alla lettura del bando di sfida. Successivamente si esibiscono i gruppi di spettacolo dei vari rioni (sbandieratori, musici ecc...), dopo di che, su comando del Maestro di campo, prende il via la gara.
Quattro arcieri per rione, muniti di archi di foggia medievale, dovranno misurarsi su tre volée di tiro per tentare di aggiudicarsi il Palio.
Nella prima, i bersagli da colpire sono quattro di cui tre del diametro di 20cm.(15 punti ciascuno) e uno di 10cm. (40 p.). Ogni arciere ha a disposizione quattro frecce.
La seconda prova prevede di colpire, con lo stesso numero di dardi, tre bersagli di 15cm. (20 p.) e uno di 7cm. (50 p.). La terza e ultima volée consiste nel colpire un solo bersaglio di 10cm. che assegna 60 punti all´arciere che riesce a colpirlo con l´unica freccia disponibile.
A mano a mano che la gara entra nel vivo, l´atmosfera si fa sempre più elettrica, tanto che molto spesso nascono contrasti e discussioni anche forti sia fra i rappresentanti dei diversi rioni, sia, e soprattutto fra gli spettatori assiepati in tribuna. Una piccola sospensione delle ostilità verbali avviene solo nel momento in cui lo speaker annuncia i punteggi parziali, per poi riprendere con maggior vigore appena la tenzone ricomincia.
Il Palio va avanti così, fino alla prova finale, quando un´ultima freccia, se ben assestata nell´unico bersaglio disponibile, potrebbe sovvertire ogni precedente certezza.
Grazie alla visibilità dei bersagli, è fin troppo facile per i presenti stilare la classifica finale che assegna o meno i Palio al proprio quartiere.
Sarà tuttavia il Podestà, al termine dell´ultima, accurata verifica dei punteggi, ad annunciare il nome del rione primo classificato. Consegnato il "cencio" ai vincitori nella confusione generale, il corteggio a stento si ricompone, per accompagnare, con un ultimo gesto di amichevole cavalleria e fra due ali di folla plaudente, il rione vincitore alla propria sede. Dal campanile della chiesa parrocchiale, intanto, si spandono nell´aria e per lungo tempo rintocchi di gioia e di ringraziamento all´Altissimo per il successo conseguito.
Cenni storici e moderni
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La città di Pescia sorge in fondo a una valle, a fare da cerniera tra colline e pianure; coperte quelle di oliveti curati come giardini, aperta questa a meridione verso l´Arno e il mare. Il fiume che l´attraversa porta lo stesso nome Pescia, insieme la unisce e la divide, lasciando a destra e a sinistra due nuclei distinti, col ponte del Duomo che da sempre ne fa un solo centro. La città prese il nome dal fiume, storpiando alla latina una parola longobarda, che appunto voleva dire fiume, e al tempo dei longobardi risalgono le testimonianze più antiche di un abitato. A sinistra del fiume le case circondarono la Pieve ora cattedrale, che costituì il fulcro dello sviluppo urbano; sulla riva opposta, un castello, un mercato e una corte feudale stimolarono la disposizione delle case in lunge file parallele alla corrente. Un documento la rammenta nell´anno 742, la Pieve è ricordata nell´anno 951 e un documento più significativo del 1084 cita Pescia per un atto rogato in quell´anno. Pescia fu città nel tredicesimo secolo, inserita saldamente nell´area d´influenza di Lucca. Gravemente danneggiata nel 1281 dal potente vicino, cui intendeva ribellarsi, si legò a Firenze nel 1339, dopo che fu chiaro il successo dell´espansione fiorentina in Valdinievole. Firenze fu sempre grata alla fedeltà dei pesciatini e li ricompensò favorendo in ogni modo il loro sviluppo. Pesci deve a Leone X, Papa della famiglia dei Medici, l´erezione della sua Pieve nel 1519 in Prepositura, finalmente autonoma nei confronti dei Vescovi lucchesi; deve sempre ai Medici l´impulso iniziale a uno sviluppo economico straordinario, iniziato nel corso del sedicesimo secolo e protrattosi in pratica fino al diciannovesimo, fondato sullo sfruttamento delle risorse agricole, integrato con l´impiego dell´altra straordinaria risorsa costituita dal fiume e dalle sue acque. Sorsero prima setifici e cartiere, poi concerie e ferriere, insieme a mulini e frantoi, tutti mossi dall´energia dell´acqua in caduta: un acqua leggera e purissima, che garantiva alle industrie la bontà del prodotto. Città ricca, Pescia pretese allora ed ottenne nel1699 il titolo di "Città", nel 1726 il passaggio a Diocesi. La prosperità di Pescia "industriale" durò sino all´unità d´Italia. Allora iniziò un lento declino, dovuto al cambiamento dei mercati ed alla concorrenza delle industrie straniere. Pescia reagì allora tornando alle sue origini agricole: le colture specializzate furono la salvezza, prima la vite e l´olivo, poi il fiore ed ora anche le piante. L´olivo è l´elemento che di essa anzitutto colpisce; il suo argento scende dalle vette dei colli ed entra fino dentro i giardini delle case, a testimonianza dello stretto legame fra campagna e città. Oggi agli olivi si accompagnano le serre dei fiori e delle piante, una fonte della moderna economia cittadina, che appaiono più giù verso il piano, spesso incastonate fra le case.
Pescia fonda la sua economia sui vivai di olivi, di agrumi, di piante da appartamento e sulla produzione dei fiori recisi che esporta in tutto il mondo. Inoltre, con le attrattive del Parco di Pinocchio, Lo Storico Giardino Garzoni, la Butterfly House e l´antico borgo di Collodi, Pescia e la Valeriana, sono inserite nei circuiti del turismo internazionale.
Pescia, è anche uno dei poli scolastici più importanti della provincia di Pistoia.
Per concludere,è doveroso ricordare che la città di Pescia ha dato i Natali a molti personaggi noti quali Lazzaro Papi (scrittore, storico e medico italiano), nato a Pontito; Ferdinando Innocenti (imprenditore italiano, fondatore della casa automobilistica Innocenti e creatore della Lambretta e dei tubi innocenti); Mariano di Graziadei (pittore del ´500 allievo di Raffaello; Innocenzo Ansaldi (storico e pittore del ´700); Libero Andreotti (scultore di fama internazionale); Pietro Forti (vescovo, nipote dell´illustre scrittore ed economista ginevrino Jean Charles Leonard Simonde de Sismondi); Francesco Forti (economista, giurista e magistrato del Granducato di Toscana, nipote dello storico Sismondi); Marchi (è stato uno studioso di contabilità e ragioneria, riformatore del sistema della partita doppia).
LA BELLEZZA E L´ELEGANZA DELLA DONNA NEL MEDIOEVO E NEL RINASCIMENTO
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"La bellezza e l´eleganza della Donna nel Medioevo e nel Rinascimento" è la manifestazione collaterale più importante del Palio Città di Pescia.

Giunta ormai al traguardo del 12° anno, ottiene sempre un notevole successo di pubblico, che vi partecipa per assistere alla premiazione de "La Dama più bella".

Nei tanti Palii che vengono disputati sono assegnati riconoscimenti e premi ai migliori Arcieri, Balestrieri, Cavalieri e Armigeri, che vengono anche esaltati come Campioni; in questo concorso, si vuole mettere in risalto la Donna nella sua veste di figurante, per la sua bellezza ed eleganza.

L´invito a partecipare a tale concorso. è esteso alle città federate alla F.I.G.S. ed ai gruppi storici che solitamente aderiscono con entusiasmo, facendo partecipare una componente del proprio corteggio... "la migliore" accompagnata da un cavaliere e dal vessillifero della manifestazione rappresentata.

Ogni anno, la Giuria, è composta da personaggi molto qualificati, che terranno conto: della bellezza della donna, dell´eleganza, del portamento e della precisa attinenza del costume al periodo che si riferisce (medioevo o rinascimento).

I premi assegnati saranno i seguenti:
I°-II° e III° per il Medioevo
I°-II° e III° per il Rinascimento

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Lega dei Rioni - Palio di Pescia
Tel. 0572 490919 Fax 0572 499933